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Le neverie del Salento e l’antico mestiere della raccolta delle nevi.

Le neverie del Salento e l’antico mestiere della raccolta delle nevi.

Che ci fanno le “neverie “in Salento? Sembra quasi assurdo parlare di neve e ghiaccio in Salento ed invece ci sono incredibili presenze nelle masserie di queste costruzioni sotterranee.

In un passato lontano, era frequente trovare le neviere presso le antiche masserie del salento: stanze sotterranee utilizzate per conservare il ghiaccio ricavato dalle intense nevicate invernali. In passato, infatti, nel Salento nevicava molto più spesso rispetto ai giorni nostri.

Secondo le ricostruzioni storiche effettuate sulle case rurali e masserie del Salento, così amate dal turismo di ogni dove, la neve riuscì addirittura a incrementare, durante il periodo rinascimentale, il commercio del ghiaccio.

La neve del Salento apre le porte ad una raffigurazione alternativa di questo territorio da sempre definito come “la terra de lu sule, de lu mare e de lu ientu”. Adesso l’immagine della “masseria sulla neve” prende forza nell’immaginario collettivo, sostenuto dal passato delle antiche “neviere”.

L’abbondanza di neve sul Salento anche nel passato, ha permesso attraverso le neviere delle antiche masserie, l’evoluzione di un’attività molto antica, ovvero la raccolta della neve in stanze sotterranee. Il ghiaccio, all’epoca, era rimedio numero uno nella cura di determinate patologie ed era utilizzato nelle case patronali e dai proprietari delle masserie del Salento per conservare alcuni cibi.

La raccolta della neve cominciava proprio nelle masserie salentine: dopo la raccolta e la battitura con attrezzi di legno, il ghiaccio ricavato veniva conservato nelle neviere sotterranee, durante la stagione estiva, veniva tagliato a blocchi, raccolto in sacchi di tela e trainato fino ai bottegai dei centri abitati.

La pratica di raccogliere la neve nel Salento è durata fino ai primi anni del Novecento.

Ma come funzionavano queste neviere?

Le neviere delle antiche masserie del Salento erano scavate nella roccia, con una profondità anche di due metri ed erano ricoperte da una muratura a volta. Il carico della neve era effettuato da un’apertura superiore, mentre attraverso delle porticine laterali, veniva estratto il ghiaccio.

La stanza sotterranea, ancora visibile in alcune masserie del Salento. era isolata attraverso foglie secche e da uno strato di paglia e terriccio per l’apertura esterna. Insomma una nuova visione emozionante quella del “candido” Salento, con le suggestive masserie salentine tutte ricoperte di bianco.
 
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